Mondello: l’ultima spiaggia di illusi e speculatori

Mondello: l’ultima spiaggia di illusi e speculatori

#14 Croonache

Ci sono una serie di fatti di cronaca locale palermitana delle ultime settimane che meritano di essere attenzionati, in combinato con le opinioni politiche e popolari che oggi, mezzo social, ne divengono inevitabilmente la cornice.

Oggi, in particolare, trattiamo una vicenda di cui avevamo già parlato in questa sede, che è stata oggetto di evoluzioni decisamente inaspettate negli ultimi giorni: le concessioni balneari della Italobelga, a Mondello. Se n’era parlato a proposito della battaglia mediatica e politica di Ismaele La Vardera, colui che tutto può, o in alternativa il supereroe di chi è affetto da disturbi specifici della comprensione del contesto. Ebbene, la missione del deputato La Vardera, in collaborazione con il cacciatore di gossip d’inchiesta Giletti, ha sorprendentemente prodotto gli effetti desiderati da chi l’ha portata avanti. Infatti, il 29 novembre è giunta alle cronache la notizia dell’avvio della procedura di revoca delle concessioni di Italobelga, che secondo l’assessore Savarino trova fonte e giustificazione in “percorsi giuridici certi, dopo aver seguito e approfondito le carte e non certo cavalcando l’onda dei like sui social”. Quest’ultimo concetto potrebbe essere facilmente fotografato ed esposto come minchiata più grande della storia, giacché in oltre cent’anni di Italobelga e settantasette di Regione Siciliana post Costituzione, mai è stato avviato alcun procedimento concreto di controllo sulle infiltrazioni mafiose negli appalti e subappalti affidati dalle società concessionarie, basti pensare a tutte le imprese edilizie colluse che hanno ricevuto indisturbate incarichi da società legate o concessionarie di qualunque demanio o ente regionale.

Usciamo dal merito ed entriamo nella sostanza: disgregare il (quasi) monopolio con concessione eterna sulla spiaggia di Mondello è sì un bene, dal punto di vista ideologico, ma proviamo a mettere un attimo da parte l’assunto politico superficiale (anche se nobilmente socialista) per cui la spiaggia è e deve essere di tutti. Se ci fermiamo qualche minuto, una doverosa riflessione ci porta a chiederci cosa ci sarà dopo. O meglio: cosa succederà alla spiaggia di Mondello, una volta che sarà parzialmente resa libera e parzialmente data in concessione a nuove società? Questi quesiti se li era già posti tempo addietro il caro Gery Palazzotto, in un articolo intitolato“Mondello tornello bordello”. È chiaro che, arrivati a questo punto, l’utopia tramonta e ci si rende conto di alcune cose: considerando empiricamente che mai il comune di Palermo, sotto tutte le sue dominazioni, si è dimostrato capace di mantenere puliti anche solo i risicati “varchi pubblici” (anche detti pollai balneari o Ryanair delle spiagge), mezza Mondello spiaggia libera equivale ad una distesa di sabbia e munnizza con ogni sostanza cancerogena e scorie nucleari annesse, vu cumprà ovunque, bottiglie di vetro rotte che tagliano i piedi dei bagnanti e, di notte, gente che si mena e s’ammazza, come in tutti i luoghi pubblici d’incontro della città. Non è una visione pessimistica, si tratta di mero realismo e mancanza di fodere di prosciutto sugli occhi, per chiunque bazzichi questi luoghi.

E l’altro versante, quello delle nuove concessioni, potrebbe configurarsi parimenti tragico. Basti pensare ai clientelismi e alle connivenze (accertate e meno accertate) tra esponenti politici del luogo, baroni vari ed eventuali e mafiosazzi di borgata. Possiamo affermare che la Italobelga aveva, nel suo organico di subappaltatori, delle mele marce mafiose, ma con quale certezza possiamo essere così stolti da pensare che chi verrà dopo sarà meglio? Io affermerei, non con certezza ma con una certa convinzione, che sarà peggio, e che sarebbe stato meglio intimare alla grande società già esistente di far fuori quelle mele marce e di continuare il proprio lavoro nell’onestà e nella trasparenza (che oggi contraddistingue i vertici societari, a dispetto di ciò che ama inventarsi La Vardera), tutelando anche il cospicuo numero di lavoratori, piuttosto che creare un nuovo giro di concessioni ad amici degli amici, collusi, speculatori e via dicendo.

Il concetto base che i cittadini non capiscono è che con tutto questo bordello si produrrà un esito assolutamente identico a quello che segna il destino dei palermitani da tempi non sospetti, ossia la fortuna di pochi eletti che piacciono alla gente che non piace e la libertà incontrollata che diviene ingestibile e pericolosa. In questa Guernica mondelliana non c’è alcun superstite, se non i soliti soliti noti. E in questa battaglia l’Assemblea Regionale Siciliana in tutte le sue declinazioni, La Vardera e amichetti giornalisti si sono dimostrati bravissimi a far cambiare tutto perché tutto resti com’è.

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