BIC – brevi improvvide considerazioni #3

BIC – brevi improvvide considerazioni #3

Aulico giornalismo performativo
“Pensavi fosse romantico, invece era soltanto un maschio performativo” (Edoardo Prati, Rep, 25/11). Vedete che succede a invitare da Fazio un tiktoker solo perché decanta versi e sta in giacca e cravatta? Che poi gli danno pure una penna su Repubblica e che si prende addirittura sul serio.
“Giovani uomini che si fingono impegnati ma hanno un secondo fine”. Amico mio, se i giovani uomini non avessero il “secondo fine” si estinguerebbe l’umanità. Scientificamente provato, giuro. “Che cosa accade a quelli di loro che invece sono sinceri?” Per sinceri intendi omosessuali o asessuali? “È giusto discriminarli per uno stereotipo?” Sono gente tali e quali come noi, noi normali.

Fate i buoni
Chiara Ferragni si commuove in aula <<è stato tutto in buona fede>>” (Il Fatto Quotidiano, 26/11). Così in buona fede che per il famigerato pandoro gate la Procura ha chiesto di darle un anno e otto mesi per truffa a carattere diffuso. Chissa se ora diventerà amica di Salvini per prendersela con le “toghe rosse“, o se continuerà ad essere la cocca del PD mettendo anche i democratici contro la magistratura.

Dinosauri bohémien
“Silvia Salis sperimenta l’educazione sessuo-affettiva in quattro asili a Genova” (Il Fatto Quotidiano, 27/11). Il problema della politica estremamente e polemicamente polarizzata è proprio questo: da un lato il dinosauro Valditara che vuole il consenso delle famiglie per fare educazione sessuale alle medie e al liceo; dall’altro, in risposta, la Salis che vuole togliere i dinosauri giocattolo ai bambini dell’asilo per farli giocare con i sex toys. Non vi sembra tutto un po’ too much?

Intellettuali coltivati in Serra
Ornella Vanoni era libera come un uomo” (Michele Serra, Rep, 23/11). Io direi che era libera come una donna libera. Peccando indubbiamente di υβρις mi permetterei di fare notare al dott. Serra che non è strettamente necessario essere uomini per essere liberi. Ultimamente gli capita spesso di cadere dall’amaca.
“Non esiste una donna più donna di lei” (Roberto Vecchioni, 23/11). Ma con tutte le cose belle che si possono dire sulla carriera, sulla vita e sullo spirito di Ornella Vanoni davvero i grandi “intellettuali” italiani mettono la discussione sul piano di “donna come un uomo, più donna di altre donne, libera come un transessuale”? Urge un TSO. Cara Ornella, non gli hai insegnato niente. Non cambieranno mai.

Il traghetto del cafonauta
“Ragazzi, leggeteve du’ cose, ci fate la figura degli imbecilli” (Carlo Calenda, 24/11, ai contestatori dell’università La Sapienza). Non solo va a fare comizi elettorali nelle università, non solo, nonostante i tentativi (falliti) di traghettamento delle anime “meritevoli” verso di sé, i suoi voti sono ormai scesi a cifra negativa. Si permette pure di dare degli imbecilli agli studenti che vivono e frequentano un luogo di alta cultura e formazione, e di invitarli a “leggersi qualcosa”, in burinesco. Ma la vergogna è passata di moda? Che grandissima cafonata.

Il triangolo no
“Negoziato a tre ad Abu Dhabi” (Repubblica, 26/11). Trump e due baldraccone del Golfo persico. Il mondo è fiducioso, troveranno un angolo di convergenza.
“Il piano di Trump per l’Ucraina in 28 punti” (Corriere, 21/11). “Ucraina, i 19 punti del nuovo piano di Trump” (Messaggero, 25/11). Sta dando i numeri. Pensava fossero gli identificativi per votare Miss Universo.

Il violenzometro
“Palermo, distribuito nelle scuole il violenzometro nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne” (Gds, 25/11). Dall’anno prossimo niente leggi, nessun codice penale e basta giudici. Si denunceranno le molestie in base alla scala-valori del violenzometro, ossia una specie di segnalibro che dice quando si configura la violenza e quando no. Trovata geniale questa nuova baracconata attivistica. Quasi quasi un acceleratore di processi.

In quale città?
“Foto online dei test di medicina, accertata la provenienza delle due foto da Napoli e da Catania” (Corriere, 26/11). E IN QUALI CITTÀ? A BOLOGNA? A BERGAMO? A PALERMO? Beh, a Palermo si è copiato direttamente con i telefoni e ChatGPT, indisturbati, sotto gli occhi di chi sorvegliava, senza inchieste né richieste. Un’altra categoria, modestamente. Siamo ineguagliabili.

Fantozzi contro tutti
“Una serata a microfono aperto, Maurizio Molinari contro tutti” (EventiContro, IG, 17/10). Sembrerebbe una spettacolare battaglia di freestyle, invece è Molinari che si è organizzato da solo un talk di dibattito, sicché se vuoi andare ad insultarlo devi pagare il biglietto. Trovata geniale. “Un esercizio di libertà di parola”, lo chiama così. Cominciamo subito? Coglionazzo! Merdaccia! Scheeerzo scherzo, è satira. Anzi, libertà di parola. Mi perdoni, due biglietti per Fantozzi contro tutti restaurato in 4K.

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