#11 Croonache
Manca meno di un anno e mezzo (che ansia) alla data che segnerà, verosimilmente, la fine dell’attuale legislatura e il ritorno alle urne (per noi quattro/cinque che andiamo ancora a votare). Il tempo stringe e l’opposizione si sta facendo in quattro per riconquistare il consenso perduto, soprattutto quello degli indecisi e gli astenuti. Anzi no. Forse in un universo parallelo, ma da noi l’opposizione non sa nemmeno di essere opposizione e il centro-sinistra sembra essere alle prese con la più grande crisi d’identità della storia repubblicana.
Il nuovo pentapartito, formato da PD, 5 Stelle, AVS, +Europa e IV (dando già per certo che Calenda preferirà allearsi con l’attuale maggioranza), che non ha nulla a che vedere, purtroppo, con quello del 1976, e che dovrebbe avere il coraggio di candidarsi unito, è invece più frammentato che mai, e lo stato di salute dei partiti che lo compongono non è dei migliori. Se proviamo a passare in rassegna la condizione di queste forze politiche, leggendo con estremo realismo (e una piccola ma necessaria dose di ironia) cosa sono diventate, comprendiamo con estrema facilità perché l’attuale opposizione è pronta per ritornare all’opposizione.
Il PD. Cosa è oggi il PD? La vecchia corrente progressista della DC che ha aperto l’iscrizione agli omosessuali, e ha addirittura eletto una segretaria omosessuale. Bellissimo, direte voi. Sarebbe lodevole riportare in alto i valori, di certo modernizzati e debigottizzati, degli illustri Aldo Moro e Piersanti Mattarella, per dirne un paio. Solo che la storia ci ha insegnato che per fare Moro o Mattarella bisogna avere abbastanza palle da farsi ammazzare. Ebbene, il PD oggi non ha le palle neppure per capire se vuole essere un partito di sinistra, di centro, per il sud, per il nord, per gli operai o per le classi abbienti, per la guerra o contro la guerra. Va bene che non dobbiamo polarizzare, ma al Parlamento Europeo la scorsa primavera, al voto sul Rearm Europe, i deputati PD si sono divisi a metà. La Schlein va a manifestare per Gaza mentre la Picierno organizza tea-breaks con le forze speciali israeliane. Sul piano generale, il partito non ha un programma vero e proprio, e (nemmeno troppo) in segreto appoggia le battaglie della destra contro il giornalismo di inchiesta, a discapito degli interventi di facciata, visto il voto a favore della maxi-multa a Ranucci del loro rappresentante presso il garante per la privacy. In più, la leader parla solo per proclami e sembra preimpostata da un’intelligenza artificiale. Il fatto che l’iscritto medio del PD manifesti per la pace mentre acquista azioni di Leonardo premia il partito nei sondaggi, che lo danno in salita al 22%. In un paese popolato prevalentemente da ipocriti, l’ipocrita-partito per eccellenza non può non essere al comando di questo fantastico esercito di opposizione che non si oppone.
E il partito più odiato dai meritocratici senza merito e dai ricchi senza sudore, il Movimento 5 stelle, come sta? Il Movimento oggi è un partito di progressisti alternativi, che non vogliono danneggiare la classe media borghese e vogliono aiutare il più possibile la classe operaia. Per certuni del PD sono pericolosi bolscevichi amici di Vladimir (Lenin per i moderati e Putin per i maligni), ma si sono rassegnati al fatto che bisogna tenerseli amici; per Fratoianni sbagliano a non voler tar-tassare chiunque, ma se non approvi la concezione economica di Fratoianni vuol dire che dell’economia hai almeno mezza nozione di base. Il dato di fatto è che i criticatissimi superbonus hanno letteralmente restaurato città del Sud Italia che cadevano a pezzi, se non fosse che la metà di quei soldi sono finiti in tasca a costruttori e malaffaristi poco raccomandabili, a causa di un sistema difficilmente sradicabile ed eternamente infrangibile, nonostante gli sforzi. Bisogna apprezzare il tentativo. E bisogna anche apprezzare l’impegno (almeno a parole e nelle votazioni parlamentari) per il pacifismo, per Gaza e contro le spese pazze per le armi. L’unico vero problema degli stellati, a mio avviso, è l’immobilismo comunicativo e programmatico, che sta rischiando di fossilizzarne l’elettorato e la visione politica in generale. In ogni caso, per quanto giusta, la comunicazione grillina a colpi di “vaffa” non era certo migliore di questa. Il Movimento cammina su un costante 12/12,5% nei sondaggi, cresce ma sempre pochissimo. Vediamo cosa si inventeranno.
E l’alleanza Verdi-Sinistra Italiana? Non è altro che il prodotto dei deliranti da bar del centro sociale che hanno scoperto il profumo dei soldi e la comodità della poltrona. Ogni disegno di legge che presentano fa venire voglia di cavarsi gli occhi e la loro visione dell’economia verrebbe facilmente confutata da un 13enne al primo anno di un liceo economico. Siccome la pressione fiscale in Italia è proprio bassa, come noto, il motto di AVS è alzare, alzare e alzare le tasse. E soprattutto, alzare gli stipendi di migliaia di euro annui ai più ricchi lasciando le briciole ai poveri, altrimenti gli iscritti (o i segretari) radical che dormono nella dependance di casa loro come se la comprano la Tesla? E’ comunque incredibile pensare che in questo delirium insensato di proposte assurde e teorie particolarmente discutibili, i sondaggi gli attribuiscano il 6,6%. Sicuramente il sostegno forte e deciso alle cause inerenti alla pace e ai diritti fondamentali li ha aiutati nella formazione del consenso, ma non basta dire “Free Gaza” e “viva il lavoro” per governare un paese.
+Europa. Beh. Non che stimi particolarmente la prima, ma ad essere passati da Emma Bonino ad accendersi i cannoni in prima serata e travestirsi da fantasmini di Halloween alla Camera ci vuole coraggio. Non si capisce se vogliono fumarsi le bombe oppure lanciarle, visto che guardano di buon occhio il riarmo. Tipo Bob Marley in versione meno pacifista e più stelle e strisce. Insomma, se vi piacciono le parruccate inutili è indubbiamente il vostro partito. Può essere pure il partitino per un “voto di protesta”, visto che hanno lo 0.99, tipo la LIDL. Se mi candido io con il Partito Du Pilu per il Regno delle Due Calabrie del mitico La Qualunque prendo più voti.
E infine Italia Viva. Qui devo stare attento a cosa dico, che poi parte la PEC. Faccio un voto a Davìd Parenzo e cerco di dire quello che penso (pure con la rima banfesca). Purtroppo Renzi non si è ancora ritirato, anche se aveva promesso di farlo nel 2016, e tra un milione dagli arabi e uno dai normanni cerca di capire se vuole fare l’opposizione di sinistra alla destra, l’opposizione di destra alla sinistra o l’opposizione di nord al centro-sud. La verità è che parla molto bene, come ha sempre fatto, ma l’opposizione non la fa a nessuno. Illude quei quattro miliardiari, corrotti o miliardari corrotti che ancora lo votano di essere un grande leader, e la cosa si ferma lì, con il niente% + 1 in offerta speciale.
Ma allora quali sono i punti di contatto tra le cinque forze che si candidano a governare, insieme (perché matematicamente possono solo così), questo paese? Apparentemente nessuno. Ed è per questo che, a mio triste avviso, dobbiamo prepararci ad una nuova inevitabile vittoria del centrodestra unito e rafforzato, che da connivente, prostrato al mercimonio, totalitario e abietto ha ormai consolidato un elettorato ignorante, altezzoso, mafioso, ma solido, a suon di favori, amichettismi e sradicamento della cultura nelle poche sedi in cui era rimasta, oltre ad aver riportato in auge l’associazione a delinquere in certe realtà territoriali come la Sicilia, accogliendo con fermento il ritorno di Cuffaro & compari. L’inevitabile sconfitta a cui andranno incontro al Referendum sulla riforma della giustizia sarà solo un graffio quasi invisibile sulla pelle dura di un cinghiale grasso che continuerà ad ingrassare.

