Antani e la malaeducazione
“La scuola deve aprire le menti e la curiosità” (Il Fatto Quotidiano, 20/11). Ma attenzione a non sconfinare nell’educazione sessuo-affettiva, che quella è peccato. “No all’educazione sentimentale, sì alla mediazione dei saperi disciplinari e dei bravi insegnanti” (Foglio, 13/11). Come se fosse Antani. Il nesso è limpido e cristallino quanto il mare di Rimini ad agosto. “Il codice genetico del maschio non accetta la parità” (Carlo Nordio, 21/11). Dal codice di procedura penale al codice genetico è un attimo, quando si tratta di sparare cazzate. “I femminicidi non calano con l’educazione sessuo-affettiva” (Eugenia Roccella, 21/11). Sotterratemi. “Parole della Roccella imbarazzanti” (Maria Elena Boschi, 21/11). Perché quando lei era al governo, ovviamente, l’educazione sentimentale l’avevano inserita. Ah no? Ma vedi tu!
Voto a luogo
“La mossa anti crisi di Schifani: tre saggi per le nomine in sanità” (Rep Palermo, 18/11): Aristotele, Eraclito di Raffadali e Saverio Platone. E il primo lo dichiarano incompatibile per concorso in associazione filosofica.
“<<Votate a chi trovate sempre>> (…) il post facebook dell’ultima raccomandata da Salvatore Cuffaro” (Gerypalazzotto.it, 17/11). Il celeberrimo Voto a luogo. Ossia la villa del disonorevole, ove la signora in questione si recò per avere in anteprima i test del concorso.
Antani II – Espresso macchiato
“Noi crediamo che non sia neanche chi è al potere che possa non essere giudicato e crediamo che la democrazia non sia un assegno a vuoto per 5 anni a chi prende un voto in più alle elezioni” (Elly Schlein su L’Espresso, 19/11). Prematurata con scappellamento a centro-sinistra. “Se sai firmare due assegni a vuoto di fame non muori” (Cetto La Qualunque, 2012). Imparate da chi ne sa. “Conte svolta a destra per tornare a palazzo Chigi e gela Schlein: <<sicurezza prima di tutto>>” (L’Espresso, 18/11). Attenzione, scappellamento a destra estrema! La Schlein sta congelando, aiutatela. Se chiedi sicurezza sei un fascista. O forse è solo la comune percezione guzzantiana che ci porta a dire “a mali estremi, estrema destra”.
Semestre Flintsones
“Troveremo i furbetti. Il test di medicina è andato bene, la macchina ha retto” (Anna Maria Bernini, 21/11). Infatti, i raccomandati hanno avuto le buste aperte in anticipo e gli amici degli amici hanno copiato con smartwatch e telefoni sotto l’attenta protezione dei docenti. È andato esattamente nel modo in cui doveva andare per direttiva ministeriale, riconfermando il teorema italico preistorico per cui se non sei figlio/amico di ti puoi prendere la clava in testa (per non dire altrove).
Tangentomonopoly
“Kiev, tangenti sulle armi. L’Ue: subito 135 miliardi” (Il Fatto Quotidiano, 18/11). Ma a questo punto perché non depenalizzare direttamente la corruzione?
“L’Ucraina è incorruttibile” (La Stampa, 13/05). E infatti, si è visto.
“La schizofrenia dell’indignazione per la corruzione così acutamente percepita solo se si tratta di subordinarvi il prosieguo degli aiuti all’Ucraina” (Corriere, 16/11). Giammai indignarci, processiamo i corrotti nostrani e professiamo sdegno per Cuffari e compari, ma al contempo lanciamo i miliardi in testa ai corrotti stranieri. Tutto fila.
Ministero dell’inferno
“Coltellate in via La Lumia, altro allarme in centro a Palermo” (Gds, 19/11 ore 9.30). “Calano i reati nelle zone rosse di Palermo” (Gds, 19/11 ore 10.00). Tutto sotto controllo, dalle pallottole sono passati alle coltellate. Grandi passi avanti per la gestione della sicurezza. Non si permettano i malpensanti ad essere in disaccordo, o i giornalisti a non contraddirsi su gentile richiesta del potere. “Effetto zone rosse a Palermo, il caos movida si sposta in viale Campania” (Gds, 21/11). Davvero utile questa misura, alla faccia delle malelingue.
PPE – Partito du pilu europeo
“L’Ue insorge di fronte al piano di pace Usa-Russia” (Repubblica, 20/11). Trump: “e ora na minamu” (con accento di niuiorc).
“L’unica buona notizia è che Usa e Russia trattano in segreto per chiudere la guerra” (Marco Travaglio, FQ, 20/11). Sono d’accordo. Il problema è che i miliardi nel cesso d’oro degli amministratori ucraini ce li abbiamo messi noi, scambiando per grido d’aiuto e chiamata all’umanità questo tragicomico “chiù mitra pi’ tutti“. Vite non ne abbiamo salvate, purtroppo. Semmai il contrario.
P2 ≠ vecchia PlayStation
“Nordio: la separazione delle carriere nel piano Gelli? Anche lui aveva idee giuste” (Il Fatto Quotidiano, 19/11). Fermi. Repetita iuvant. Il ministro della giustizia dice che un massone terrorista eversivo condannato per sei capi d’accusa e prescritto per un’altra decina aveva idee giuste. Nordio ricorda sempre di più il presidente degli USA interpretato da Leslie Nielsen in Scary Movie 3 e 4: “mi chiami il ministro della giustizia” – “ma è lei il ministro” – “allora sulla P2 so già tutto, ci facciamo un bicchiere?”
Risulterebbe persino più lucido se fosse intrippato con la paperella piuttosto che col fiasco.
Salis burgo
“Rendiamoci conto che viviamo in un paese in cui un palazzinaro può possedere centinaia di appartamenti(…)che schifo🤮” (Ilaria Salis, 17/11). Rendiamoci conto che viviamo in un paese che ha messo Ilaria Salis a scrivere con le emoji sugli scranni del parlamento europeo per non farla andare in galera, già imputata in Ungheria per lesioni personali e condannata in Italia per concorso in esplosioni e occupazione abusiva di immobili, quando migliaia di disgraziati che non possono permettersi neanche la difesa (se non quella d’ufficio) finiscono dentro per furtarelli irrisori o per aver evaso qualche migliaio di euro per salvare una piccola impresa. La “giustizia sociale” non può essere tale se ci dimentichiamo la giustizia, ma la signora Salis non vuol capirlo giacché è troppo impegnata a dare dell’Uiberreither da Salzburg a tutti coloro che osano criticarla.

