Quanto stiamo antanto su questa Serra
“Siamo uomini o coleotteri?” (Michele Serra, Repubblica, 5/12). Una grande domanda esistenziale. Ti chiedi quasi quasi e miagoli nel buio, a dentoni. Dipende da come ti identifichi. Io, ad esempio, oggi mi sento particolarmente motoslitta Elan Ski-doo del 1979, ma chissà che domani non voglia identificarmi pure in un coleottero, purché non sia di quelli che si posano sulla merda.
Sanremo rubacuori
Tra i concorrenti al Festival di Sanremo 2026 il figlio di Gassman, il figlio di Gianni Morandi, il figlio di Gigi D’Alessio e il marito di Ambra Angiolini. Ci manca solo la nipote di Mubarak.
UkriCredit
“Ucraina, Zelensky provò a coprire i ministri indagati per tangenti nel rimpasto di governo di Luglio” (Il Fatto Quotidiano, 5/12). Volodymyr Berluscony, Sylviyo Zelensky.
“L’Europa ridotta a bancomat di Zelensky si vieta il gas russo” (FQ, 5/12). Tutti omosessuali con il culo degli europei, a cominciare dall’Europa stessa. Sarà colpa della famosa “propaganda gender”.
Mafiopoli europea
“The italian job: il Belpaese che esporta scandali in UE” (Il Fatto Quotidiano, 4/12). Pensa che bella figura ci facciamo. E la figura è anche peggiore se pensiamo che gli scandali italiani interni coinvolgono quasi sempre i partiti di centrodestra, mentre gli scandali europei coinvolgono quasi esclusivamente i partiti di centrosinistra. Corruzione e mazzette bipartisan, a seconda del livello amministrativo nazionale o sovranazionale. La prassi ormai consolidata prevede che i trombati del centro-sinistra nazionale vengano mandati a esportare corruzione e crimine a Bruxelles o a Lussemburgo.
Benvenuti a sti procioni
Spopola, su tutte le testate giornalistiche, la notizia del procione della Virginia che precipita dal soffitto di un negozio di liquori e si ubriaca. È la notizia più letta della settimana, eppure ci stiamo ancora chiedendo, con apprensione, chi cazzo se ne frega.
Citrulli arraggiati
“Si scrive rage bait ma si pronuncia acchiappacitrulli. L’Oxford Dictionary sceglie la nuova parola dell’anno.” (Repubblica, 2/12). Dopo il maschio performativo della scorsa settimana, continua la serie di altissimi articoli su Repubblica. Acchiappacitrulli non lo sentivo dai tempi della maestra di mia nonna nel ’36, però è un bel termine. Perché non chiamate questa rubrica giornalistica proprio “L’acchiappacitrulli“? Sarebbe molto coerente.
Comunque ve lo spiego io cosa è il rage bait: nient’altro che l’arraggiato che sta sul web e così facendo attira altri arraggiati. Il siciliano vale più di mille citazioni all’Oxford Dictionary.
Il guerriero dragone
“L’ammiraglio Cavo Dragone: <<Nato valuta attacco ibrido preventivo alla Russia>>” (Repubblica, 1/12). ‘A dragon ball, ma vattela a pijà…nel senso, giocassero a battaglia navale tra di loro, se non hanno di meglio da fare. Con Putin mica si scherza.
La fisica che (non) ci piace
“Perché la fisica è la bestia nera degli studenti che si approcciano a medicina” (Repubblica, 4/12). Perché le bestie nere sono i professori, certo non la materia. Non esisterà mai un’altra ragione o motivazione. Sia che si parli di didattica e capacità di stimolare l’interesse per la materia, sia che si tratti, prescindendo dal lato didattico, di casi particolari in cui il 99% degli studenti di un ateneo non superano quella materia, nell’ambito di una prova su scala nazionale. Ecco, in questo secondo caso, la disfunzione è organizzativa e legislativa, ma vaglielo a spiegare alla Bernini.
Piccioni viaggiadroni
“L’ultima arma di Putin: la Russia testa i piccioni-drone per sorvegliare le città” (Open, 26/11). Guardate che il piccione viaggiadrone era uno di quegli idiotissimi brainrot che andavano di moda qualche mese fa. Prima di scrivere, verificate che la fonte della notizia non sia uno squalo con le Nike.

