Forze del disordine – l’arte di non azzeccarne mai mezza

Forze del disordine – l’arte di non azzeccarne mai mezza

#5 Croonache

Questo mondo moderno in cui lo scoop mediatico fa il 100% di una notizia, e in cui la stessa notizia da scoop clickbait fa il 95% dell’ignorantissima opinione pubblica, giova un po’ a tutti, specialmente se questi tutti sono politici o organi della pubblica amministrazione. In particolar modo, giova a chi vuole far credere di lavorare nell’interesse dei cittadini quando in realtà sta lavoricchiando (male) nell’interesse di chi governa: per farla breve, le forze dell’ordine (anzi del disordine, come definite in un arcaico verso dei Club Dogo) a Palermo.

Dopo il terribile omicidio di Paolo Taormina del 12 ottobre scorso, sindaco e prefetto di Palermo hanno promesso nuove misure eccezionali per contrastare la criminalità a livello urbano. E allora: primo blitz allo ZEN (spaventoso quartiere di provenienza dell’assassino Maranzano), istituzione di zone rosse in centro storico e secondo blitz allo ZEN. Esito? Il nulla più assoluto o, per meglio dire, tutto ciò che non era rilevante ai fini della sicurezza pubblica. Ma procediamo con ordine.

Partiamo da un breve resoconto del primo blitz allo ZEN, datato mercoledì 15 ottobre. 300 agenti, una decina di unità cinofile e circa 50.000 euro (*stima) di spesa pubblica per renderlo possibile. Esito? Tre arresti per possesso di stupefacenti, 46 denunce per occupazione abusiva di immobili, una per porto abusivo di coltelli e una per guida senza patente. E per quanto riguarda il secondo blitz, del 22 ottobre? Altri due arresti per droga e 57 denunce per occupazione abusiva. Impiegati 200 agenti con unità cinofile e ben tre elicotteri, costo complessivo intorno ai 60.000 euro (*).

A questo punto la domanda sorge piuttosto spontanea. A che cazzo sono serviti questi “blitz”, ai fini della pubblica sicurezza? A nulla, perché nessun contribuente giustificherebbe una spesa pubblica (con i suoi soldi) di 110.000 euro (*) o giù di lì per arrestare cinque possibili pusher (o meri drogati), uno che gira con il coltello e uno che guida senza patente. – Crooner, cosa stracazzo dici? E allora le 103 denunce per occupazione abusiva di immobili? – La scoperta dell’acqua calda. E un grandissimo regalo alla politica del governo attuale, soprattutto. Quasi ogni immobile dello ZEN è occupato abusivamente da quando quel disgraziato quartiere è stato costruito, solo che ora il prefetto Mariani vuole farci credere che con un centinaio di ordinanze di sgombero migliorerà Palermo, quando in realtà migliorerà solo la sua posizione al cospetto del governo Meloni, di cui si conosce l’amore per le politiche contro le occupazioni come cartina di tornasole del proprio interesse nonché godimento nel pestare i piedi ai poveri disgraziati.

Facciamo un passetto indietro, che è doveroso. In tutte le perquisizioni nemmeno un’arma da fuoco? Nemmeno un latitante? Nemmeno una persona fermata collegata ad ambienti mafiosi? Nessuna mazzetta o valigetta di contanti? Assolutamente nulla di tutto ciò. Ma non è che allora la questura ha già adottato e attuato prima della promulgazione la nuova proposta di legge del ministro Nordio, per cui si dovrebbero avvisare i soggetti da perquisire due ore prima della perquisizione? Ipotizzo, chissà. Però non è così surreale pensare che i soggetti fortemente collegati ad ambienti mafiosi possano essere stati in qualche modo avvisati del primo e del secondo blitz, in tempo per sparire e far sparire la droga (i quantitativi seri, giacché quelli sequestrati ai famosi cinque sono ridicoli) e le armi. Del resto, questo tipo di comunicazioni trasversali tra apparati delle forze dell’ordine e cosche non sarebbe certamente qualcosa di nuovo, visti gli atti del processo Trattativa. Comunque non voglio dare adito ad accuse, non sono un pubblico ministero. Ritengo solamente che il dubbio sia perlomeno legittimo.

In ultimo ordine è forse il caso di trattare la misura di ultima avanguardia che il signor sindaco, attorniato dai consulenti della prestigiosa dottrina della Rule of Lawgall, ha deciso di adottare per aumentare la sicurezza in centro città: le zone rosse. In pratica, si tratta di tre zone presidiate da una o più pattuglie cadauna, in cui la sera non possono entrare pregiudicati. Bello. La misura del secolo. Solo che, per prenderne uno a caso, l’assassino di Taormina era incensurato prima del fattaccio. E che nel lasso di tempo in cui fermano e controllano una persona o due, ne entrano potenzialmente altre 50 o 60. Peraltro, nelle serate di venerdì e sabato, in molti hanno fatto notare la totale assenza di forze di controllo all’interno delle zone designate. Vabbè, giustamente il weekend non si lavora…e Lagalla ha ancora una volta sputato in aria.

Che bella Palermo! La migliore, soleggiatissima e luccicante espressione di tutti i fallimenti dello stato di diritto italiano.

Riguardo le zone rosse, dunque, posso ritenere con una certa convinzione di non avere mai sentito parlare di una misura tanto stupida in vita mia. E riguardo al lavoro delle forze dell’ordine, per come è stato organizzato, che non ho mai visto nulla di più inutile. Va bene che ancora sono giovane.

*la stima dei costi delle operazioni è di ChatGPT per cui per qualsiasi inesattezza prendetevela con OpenAI

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