Le uscite del venerdì, 14/11: Nitro affila la penna e realizza gli incubi, Lucio Corsi live da sogno nella sua Woodstock in abbazia, Papa V e Night Skinny ancora in botta

Le uscite del venerdì, 14/11: Nitro affila la penna e realizza gli incubi, Lucio Corsi live da sogno nella sua Woodstock in abbazia, Papa V e Night Skinny ancora in botta

#5 Crooner’s music

Nuove uscite musicali del venerdì, come di consueto. Ancora una volta tutti gli album e i brani sono linkati a Spotify.

Il 14 novembre è la giornata di Nitro. Il rapper vicentino ritorna sulla scena discografica a poco più di due anni dall’ultimo album Outsider, e lo fa in grandissima forma con il nuovo progetto Incubi. Emerge un Nitro adulto, maturato ulteriormente nella scrittura e nella progettualità della sua musica, ma che al contempo sembra avere ritrovato la voglia di fare tante barre. Un ascoltatore attento nota subito, già dal primo ascolto, che questo è l’album del ritorno delle strofe lunghe, dei concetti snocciolati punto per punto e della sacrosanta rabbia sociale, da lui raramente messa da parte ma qui forse ancor più incisiva rispetto ai progetti precedenti. C’è anche tanta attenzione alla musica, sicché tutte le strumentali, ad opera di LowKidd, NiceKidd, Mike Defunto e Nitro stesso in Luci Blu, risultano perfettamente cucite.

Del singolo che apre l’album, storytelling autobiografico, avevamo già parlato qui. Vipere, terza traccia, è forse la più potente critica rappata degli ultimi due o tre anni. Sembra di sentire il Fabri Fibra di Tradimento più incazzato sui suoni cupi di LowKidd. La terza strofa è l’apice di questo climax di rime affilate: “se parlo di destra poi sono comunista, disso anche la sinistra, a patto che esista; poi magari anche Vannacci cambia punto di vista quando vede un nigeriano che si scopa un leghista”. Insomma, non le manda a dire. Un altro passaggio interessante della stessa strofa, in cui rappa che “l’idea del matrimonio rattrista, diventa patrimonio solo per il divorzista”, ci serve su un piatto d’argento il collegamento con un’altra traccia, Della morte Dell’amore, in collaborazione con Salmo e Sally Cruz, il cui topos principale (e originale) è proprio l’inutilità del matrimonio. Salmo (ultimamente in una forma smagliante che rischia di concedergli, oltre al titolo di artista italiano più completo vivente, anche quello di migliore penna) dice: “al matrimonio preferisco un infarto, il prete unisce le famiglie e non sa nulla a riguardo” e ancora “l’amore ha il suo criterio, c’è differenza tra bisogno e desiderio, se diventi adulto poi finisce in adulterio. Da notare anche Tempo, brano più dolce su un sottofondo r&b con qualche influenza house, che vanta la collaborazione di Tormento, il feat che chiami non se hai bisogno di hype ma se te ne intendi davvero di musica. Oltre alla già citata Luci blu, si fa notare anche Odio il rap, boom-bap di amore/odio verso il genere, che aveva già spoilerato a One Take FM, e la title track Incubi, ben cantata su un sottofondo un po’ hyperpop e un po’ nu-soul.

Incubi non è tuttavia un album perfetto, e delle poche imperfezioni che possiamo riscontrare l’80% sono causate dall’eccessivo numero di collaborazioni. Sarà per la mia personale incapacità di sopportare l’ascolto di Silent Bob in generale, ma anche il featuring con Nerone, a conti fatti, sembra una canzone sprecata, visto il talento indubbio dell’artista in questione. Nel brano con MadMan si salva la base, per quanto Nitro compensi, giacché il rapper pugliese sembra non avere (già da un po’) più niente di interessante da dire.

Passiamo allora a parlare di un altro progetto, ossia il primo disco live di Lucio Corsi, La chitarra nella roccia, registrato presso l’abbazia di San Galgano in Toscana e di cui uscirà anche un film diretto, ovviamente, da Tommaso Ottomano. Sugli arrangiamenti e sulle canzoni in generale c’è davvero poco da dire: Lucio Corsi è quell’artista che potrebbe facilmente trasformare in poesia musicale anche il divano vecchio e strappato di casa di tua nonna. Tante chitarre, elettriche e acustiche, suonate magistralmente, un poeticissimo e nostalgico piano CP-70 e tanta bella musica suonata. Nell’esecuzione vocale live Lucio ci mette un po’ a carburare, forse per l’esigenza di far riscaldare la voce. I primi tre brani sembrano quasi rappati, poi si apre tutto. Tra i brani più riusciti in questa versione sicuramente Sigarette, Francis Delacroix, Situazione complicata e Cosa faremo da grandi. Lucio, ho una domanda per te: come fa Sigarette (specialmente in questa nuova versione) ad emozionare così tanto anche chi non ha mai fumato in vita sua? Credo di sapere la risposta, ma lascio a te la sentenza.

Livello di emotività altissimo per la performance nell’abbazia, in questa sorta di Woodstock medievale Made in Toscana. Secondo me non abbiamo ancora piena contezza di ciò che Lucio è in grado di fare con la musica. I prossimi anni saranno interessanti, per vedere fino a dove riuscirà a spingersi.

Skinny, sei ancora fatto? Esci fuori, vecchio lupo”. Così si apriva l’ultima traccia dell’ultimo album di Night Skinny, Containers. Oggi, il producer molisano torna con un EP al fianco di Papa V. Se Skinny sia ancora fatto non lo sappiamo perché parla poco e suona tanto, ma sappiamo per certo che Papa V lo è, visto che in questo nuovo progetto, intitolato Latte in polvere, la droga appare nei testi più o meno con la stessa frequenza con cui San Pietro appariva a Fantozzi durante le partite scapoli vs ammogliati. L.i.p. è figo, parliamoci chiaro, e alcune collaborazioni come Mossa strepitosa con Kid Yugi e il singolo Pura purissima con il compare Nerissima Serpe non fanno altro che migliorarlo. Il problema, se proprio dobbiamo impegnarci per trovarlo, è nei contenuti. Ok la droga, ok le puttane. Ma tutti gli ascoltatori sembrano abbastanza convinti del fatto che Papa V potrebbe dire anche altro, e farlo anche bene. Comunque le trappate non fanno mai male, e Papa è bravo anche sui suoni più classic, come dimostra in 7 del mattino.

A presto con le nuove uscite delle prossime settimane. Follow the crooner!

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