“Non c’è un problema”

“Non c’è un problema”

#13 Croonache

Mi sento rasserenato. Rispetto al clima di tensione che si taglia con il coltello nei palazzi del potere palermitano, dopo la nuova inchiesta per associazione, truffa, turbativa ecc. a carico della classe politica nostrana, io mi sento tranquillo. Mi sento tranquillo perché il sindaco di Palermo Lagalla ha affermato, riguardo alla possibilità di dare un gentile calcio nel culo ai consiglieri comunali in quota DC, di cui uno (il cui nome non è stato rivelato giacché non risulta indagato) è stato anche intercettato al telefono con l’indagato Vito Raso, il quale gli chiedeva allegramente quali candidati favorire ad un concorso, che “non c’è un problema”. Pace e serenità.

Per il comune di Palermo non c’è un problema”. “In generale, fino a prova contraria, non c’è un problema”. Non c’è un problema se vi è una giunta comunale che conta sei consiglieri in quota Nuova DC Sicilia, partito capeggiato dal pregiudicato per favoreggiamento aggravato alla mafia Cuffaro, che oggi è nuovamente indagato con accuse peggiori delle prime insieme ad altre 17 persone tutte vicinissime o addirittura iscritte al suo partito. Non c’è un problema nel fatto che una giunta comunale prima e un consiglio regionale poi si siano insediati e stiano governando grazie al sostegno politico di un partito di corruttori, corrotti e collusi conclamati e ciononostante rispettati e richiamati a gran voce nei palazzi della politica.

Se Lagalla sostiene che non ci sia un problema vuol dire che il problema è (anche) lui. Se dobbiamo dargli ragione nel sostenere che la questione morale non conta più nulla, che i politici e i dirigenti corrotti hanno diritto a continuare a svolgere le loro funzioni di potere finché non sono condannati, e poi finché non sono condannati in via definitiva, con processi decennali e fiumi di “ho fiducia nella magistratura”, c’è un grande problema. Se per vincere un concorso per il posto fisso, al comune, all’ASL, ovunque, devi giurare fedeltà a Vasa Vasa e affiliati, c’è un grande problema. E il problema è ancora più grande se dobbiamo, in quanto cittadini siciliani e palermitani, sentirci in dovere di giustificare e legittimare il ritorno in politica di soggetti collusi e associazioni mafiose, non per sentito dire ma in base a cosa c’è scritto su migliaia di pagine di sentenze definitive.

Forse non dovrei essere tranquillo, forse mi sbaglio. Forse nessuno di noi dovrebbe esserlo. Ci vogliono freschi, pettinati e collusi. Cerchiamo di essere scomodi, fastidiosi e di restare nel giusto, per una volta.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.